sabato 26 Settembre 2020
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    don Stefano Ancora: “L’esperienza di Carta di Leuca”

    Il benvenuto a Carta di Leuca 2020 del presidente della Fondazione Parco Culturale Ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, don Stefano Ancora.

    Carissimi amici, benvenuti a Santa Maria di Leuca.
    Anche quest’anno, pur con i limiti imposti dall’attuale epidemia mondiale, vogliamo vivere per il 5° anno consecutivo il Meeting dei giovani per la pace nel Mediterraneo, denominato Carta di Leuca 2020 dal tema: “Mediterraneo: una rete di solidarietà”.

    Anche se in modo virtuale, attraverso i collegamenti internet, ci diamo appuntamento dall’11 al 14 agosto su questo bellissimo promontorio, estremo lembo d’Italia, il Capo di Leuca. Si tratta, in fondo, di prospettiva. Se ci mettiamo sulle Alpi e guardiamo la bella penisola, allora Leuca è l’estremo lembo d’Italia; ma se ci mettiamo dalla parte del Mediterraneo, come fecero i grandi navigatori del passato, allora Leuca è il Capo, cioè l’inizio di una nuova terra, tutta da scoprire e da assaporare con le sue coste mozzafiato, i suoi colori nitidi e lucenti, i suoi paesi e città, bagnate dal mare, solcate dai venti, baciate dal sole. Ogni città e contrada è abitata da gente i cui idiomi popolari sono eco degli accenti di lingue lontane che hanno forgiato la civiltà occidentale e orientale, partendo proprio dal Mediterraneo.
    È questione di cambiare la prospettiva? No! Desideriamo che le due prospettive si integrino tra loro perché come il bacino del Mediterraneo è stato luogo d’incontro (a volte anche di scontro) tra Oriente e Occidente, così diventi, allo stesso modo, per i Sud e i Nord del mondo.
    Ecco dunque il tema di quest’anno: “Mediterraneo una rete di solidarietà”.

    Solidarietà con i più poveri, vittime degli egoismi del mondo di oggi. I profughi sono nostri fratelli e devono essere considerati amici. Non è possibile vedere il Mediterraneo come un cimitero. Troppi morti. Non è possibile pensare alle coste del Mediterraneo come approdi per gente senza patria. Non è possibile continuare a tenere chiusi gli occhi e, soprattutto i cuori, davanti a tragedie provocate dalla povertà e dalla discriminazione. L’Europa inizia dal Mediterraneo e non può far finta di non vedere e di non pensare a quanto succede su questo mare.

    Solidarietà tra tutti i paesi bagnati dallo stesso mare che per diverse ragioni, storiche, culturali, religiose e geopolitiche hanno sviluppato la propria identità di popolo e di nazione. Una diversità che deve essere salvaguardata dall’omologazione voluta dal sistema economico capitalistico e dal pensiero unico. Una diversità da sostenere e valorizzare come una ricchezza per il dialogo e il confronto, base sicura per la costruzione di una vera rete di amicizia e di fraternità.

    Solidarietà come esercizio di un impegno che nasce dal basso, dalla vita quotidiana, dalle relazioni semplici e immediate, quelle proprie dei giovani, ai quali ci rivolgiamo in modo particolare.
    I giovani, ancora liberi da preconcetti e pregiudizi propri dell’età adulta, sono spiriti liberi, capaci di andare oltre gli orizzonti, oltre i confini, oltre gli schemi, propri del mondo vecchio degli adulti. Guardare il mondo, il Mediterraneo con gli occhi dei ragazzi e dei giovani – questa è la sfida di Carta di Leuca – per ridisegnare gli spazi dell’incontro, del confronto e della proposta e articolare i tempi della propria vita imparando a sognare insieme il mondo di domani.

    Carta di Leuca è un’esperienza ecclesiale, perché nasce dal cuore missionario di questa piccola comunità cristiana che è la Diocesi di Ugento – S. M. di Leuca. Il vescovo Mons. Vito Angiuli, facendo propria questa iniziativa, ha dettato concretamente le linee guida per quella Chiesa in uscita, così cara alla mente e al cuore di Papa Francesco.

    Carta di Leuca è un’esperienza di amicizia per tutti i giovani e le persone, ogni anno sempre più numerose, che vi partecipano. Perché incontrarsi in pace costruendo la pace è sempre un cammino di fraternità e di amicizia.

    Carta di Leuca è un’esperienza di cammino anche con i piedi, oltre che con la testa e il cuore, sui passi di don Tonino Bello, profeta di pace e di convivialità. Fermarsi sulla sua tomba ad Alessano per nutrirsi dei suoi insegnamenti ed esempi e dirigersi verso Leuca, luogo sacro per la presenza del Santuario della Madonna de finibus terrae, vuol dire allargare le braccia e il cuore per accogliere l’altro oltre ogni confine.

    Carta di Leuca è un’esperienza possibile grazie all’impegno di tante persone e di tante Istituzioni e Associazioni a cui va il nostro infinito ringraziamento.
    In particolare voglio ringraziare:

    • Il vescovo Mons. Vito Angiuli per il sostegno e l’impegno profuso perché questa iniziativa venga sempre più conosciuta e valorizzata oltre i confini del nostro territorio; insieme a lui ringrazio tutti i sacerdoti, i religiosi, i consacrati e le associazioni laicali che in vario modo danno il proprio apporto e contributo, specialmente gli amici della pastorale giovanile.
    • Il Direttore della Fondazione Parco Culturale Ecclesiale terre del Capo di Leuca don Gionatan De Marco e insieme a lui tutti gli amici e i collaboratori della Fondazione, la segreteria organizzativa, i responsabili della comunicazione e il gruppo Creativ.
    • Le istituzioni civili e militari, le Associazioni sociali per il loro contributo e sostegno, tra cui: Fondazione Migrantes della CEI, Caritas Italiana, Focsiv, Comunità di sant’Egidio, CIHEAM di Bari, Esercito Italiano, Regione Puglia, Prefettura di Lecce, ANCI Puglia, Comuni del Capo di Leuca. Carissimi amici, benvenuti a Leuca e buon cammino per costruire insieme la pace nel Mediterraneo attraverso una rete di solidarietà.